25 Novembre 2016 – Giornata mondiale contro la violenza sulle donne-

Buongiorno a tutti,

il 25 novembre è la giornata celebrata in tutto il mondo, proprio per mettere in risalto quanto ancor’oggi le donne siano spesso indifese e sottoposte ad aggressioni e violenze.

E’ appunto su questo tema che mi sembra doveroso fare alcune riflessioni:

-1) In primis è necessario capire quali sono i luoghi in cui tali violenze si manifestano: nella maggior parte dei casi provengono da ambienti conosciuti e addirittura familiari. Capita infatti molto spesso di ascoltare alla televisione notizie di violenza contro le donne maturate in ambienti lavorativi o addirittura all’interno delle mura domestiche.

Nei primi spesso si verificano a causa di ” avances rifiutate” oppure subiscono esperienze di ” mobbing” e di “stalker” per i motivi più svariati: rifiuti sessuali, avanzamenti di carriera, gelosie professionali etc…

Nel secondo caso avvengono generalmente per cause talvolta banali , oppure per motivi più importanti: pensiamo ad esempio a causa di divergenze sull’educazione dei figli, oppure sulla gestione economica della vita familiare o addirittura perché, a causa di un rapporto ormai finito, l’uomo non accetta la separazione ed arriva a minacciare la moglie, fino ad usare violenza nei suoi confronti fino nei casi più estremi ad ucciderla. Ecco quindi una seconda e una terza riflessione.

-2) Stando così le cose, che cosa possono fare le donne?

Ovviamente molto spesso trascurano all’inizio la situazione minacciosa o aggressiva pensando che sia stato un caso, che sia accaduto perché magari lei si è comportata male e che il marito o il collega di lavoro poi si renderanno conto che stanno sbagliando e torneranno sui loro passi. Bene questo è l’errore più grande che una donna può fare. Nel momento in cui una situazione di violenza seppur lieve ha inizio, qualora non la si blocchi, elimini sin dall’inizio, questa continuerà anzi si ingrandirà sempre di più sfuggendo di mano e trasformandosi così in una mina vagante fuori da ogni controllo. E’ necessario pertanto avvertire non solo le forze dell’ordine, ma anche parenti, amici della situazione creatasi , prendersi del tempo ed allontanarsi da tali persone o comunque aumentare i livelli di guardia , essere attenti, non chiudersi in se stesse ed esporre le problematiche anche in centri dedicati appositamente alla tutela della donna.

Ed ora la terza riflessione:

-3) Cosa possiamo fare noi per aiutarle?

Indubbiamente ascoltarle, non sottovalutare le problematiche stare loro vicini e farle sentire al sicuro. Questo ruolo dovrebbe essere assunto da parenti e amici . In ogni caso esistono Centri specializzati dove le donne possono imparare a conoscersi: comprendere le loro debolezze e quindi saperle gestire, come prevenire e quindi evitare una situazione a rischio, come leggere il pericolo prima che questo si concretizzi. Questi elementi fanno parte della PREVENZIONE, dell’EVITARE e del saper GESTIRE UNA SITUAZIONE A RISCHIO. QUINDI MOLTA IMPORTANZA DEVE ESSERE DATA ALL’ATTENZIONE CHE DEVE ESSERE CONCENTRATA NON SOLO SU UN DETERMINATO ELEMENTO O ASPETTO, MA DEVE ESSERE DISTRIBUITA IN MODO DA COGLIERE IL PROBLEMA O IL PERICOLO NELLA SUA INTEREZZA.

NEL CASO IN CUI PERO’NON SI RIESCA AD EVITARE O PREVENIRE UN PERICOLO, LE DONNE DEVONO AGIRE.

SICURAMENTE NON AVRANNO LA CAPACITA’ NECESSARIA PER FAR FRONTE AD UN AGGRESSORE SICURAMENTE PIU’ FORTE E FUORI CONTROLLO. PERTANTO A MENO CHE NON DISPONGANO DI QUALCHE OGGETTO PER PROVARE A DIFENDERSI DOVRANNO AFFIDARSI ALLE PROPRIE ABILITA’ DI MOVIMENTO FLUIDO, ARMONICO ED ESPLOSIVO E SOPRATTUTTO IMPREVEDIBILE UNITO A TALUNI PRINCIPI DI CARATTERE UNIVERSALE: NON FARSI AFFERRARE, NON FARSI TIRARE, NON FARSI SPINGERE, E SOPRATTUTTO COLPIRE IN PUNTI SENSIBILI DEL CORPO DELL’AGGRESSORE: OCCHI, GOLA, GENITALI, GINOCCHIA E TANTI ALTRI.

UN VALIDO AIUTO A QUESTE PROBLEMATICHE LO PUO’ OFFRIRE IL WING TSUN.

L’Insegnante Michele Bagagli, Caposcuola del CENTRO AUTODIFESA EMPOLI E SAN MINIATO, ESPERTO NELL’AMBITO DEL WING TSUN ORGANIZZA UN CORSO DI AUTODIFESA FEMMINILE a prezzo ridotto NEL MESE DI GENNAIO PER I 4 SABATI DEL MESE STESSO, COSI’ STABILITO:

  • Sabato 7 gennaio 2017 ore 9,30-10,30 : come riconoscere una situazione di potenziale pericolo, come prevenirla o come evitarla, studio della distanza di sicurezza, posizioni di base.
  • Sabato 14 gennaio 2017 ore 9,30-10,30: come non farsi afferrare, come non farsi spingere, come non farsi tirare.
  • Sabato 21 gennaio 2017 ore 9,30-10,30: come difendersi da vari tipi di pugni e di calci.
  • Sabato 28 gennaio 2017 ore 9,30-10,30: come difendersi da bastone e coltello.

Il costo per l’intero corso è pari a 25 euro.

Per informazioni ed iscrizioni contattare direttamente l’insegnante Michele bagagli al cell. 339 8291936 o per e-mail  bagaglimichele@libero.it

Per rendere un servizio adeguato e professionale le iscrizioni termineranno al raggiungimento delle 15 persone.

Un saluto

12.11.2016                                                                             Michele Bagagli

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WING TSUN INTERNO

Buongiorno a tutti,

dopo svariati anni di studio e di pratica del Wing Tsun con i migliori Maestri, mi sento di spendere alcune parole sulla distinzione tra WING TSUN ESTERNO  e WING TSUN INTERNO.

Generalmente il praticante inizia con lo studio dell’ESTERNO, in cui oltre a privilegiare lo studio del tradizionale, si dà particolare risalto all’impiego della forza fisica e all’utilizzo di traiettorie rettilinee, essendo la linea retta la via più corta. Si parla anche di ESTERNO, poiché il praticante, nel proteggersi esce dal proprio raggio d’azione. Questo tipo di Wing Tsun è funzionale quando si è GIOVANI.

L’essere GIOVANI, infatti comporta come conseguenza l’essere PIU’ FORTI, PIU’ VELOCI E PIU’ AGGRESSIVI.

Queste caratteristiche, pertanto vanno di pari passo con l’uso della forza fisica.

D’altra parte, man mano che il tempo passa, le caratteristiche di cui sopra vanno sempre più ad affievolirsi, quindi nel caso in cui volessimo far ricorso sempre e comunque a un tipo di WING TSUN ESTERNO, potremmo essere molto incerti sull’esito di una possibile aggressione perpetrata nei nostri confronti.

Ed inoltre il WING TSUN ESTERNO, in caso di più aggressori o nel caso di un’aggressione con armi a quali risultati potrebbe portarci?

A tale proposito mi sembra necessario parlare del WING TSUN INTERNO.

Trattasi sempre della stessa Arte, ovviamente, ma con caratteristiche o meglio sfumature più sottili e più fini.

Non si dà risalto all’uso della forza fisica, anzi al contrario, viene utilizzata la forza dell’aggressore, quasi ” presa in prestito” per poi riversargliela contro. Per fare questo è necessaria una conoscenza del corpo nel senso della elasticità, della esplosività, della respirazione etc…

Nel WING TSUN INTERNO, si dà particolare attenzione alla PREVENZIONE  di una situazione a rischio.

Per questo molto importante è saper RICONOSCERE, OSSERVARE.

In pratica bisogna avere una ATTENZIONE della situazione a trecentosessanta gradi, quella che in gergo viene definita VISIONE PERIFERICA.

Particolare importanza va data anche all’IMMAGINAZIONE che ci permette in ogni istante e di sapere da subito senza alcun bisogno di pensare COSA POSSIAMO FARE, COME POSSIAMO AGIRE  ed anche COME PUO’AGIRE IL POTENZIALE AGGRESSORE.

Elemento importante consiste anche nel NON FARSI SENTIRE, ovvero essere il PIU’ SILENZIOSI POSSIBILE:ma che significa questo? Vuol dire che sia negli SPOSTAMENTI DEL CORPO, SIA NELL’ENTRARE IN CONTATTO con l’aggressore non dobbiamo essere così rumorosi ( principalmente con i passi) e così pesanti ( nel contatto con le sue braccia e gambe), che lui possa sapere cosa stiamo facendo e dove siamo esattamente, al contrario dobbiamo in ogni momento ESSERE COSI’ LEGGERI TANTO DA SAPERE TUTTO DI LUI SENZA CHE LUI SAPPIA IN OGNI MOMENTO NIENTE DI NOI!

Fondamentale è anche l’APPARIRE INNOCUI e NON FAR TRAPELARE LE NOSTRE INTENZIONI, tanto da far credere all’aggressore di agire in un modo e poi comportarci in maniera totalmente diversa. In realtà dobbiamo rappresentare per lui UN ENIGMA, tanto da NON ESSERE PREVEDIBILI e NON DARGLI ALCUN PUNTO FISSO.

I nostri Maestri affermano che l’espressione più alta e il livello massimo del Wing Tsun sta tutto nell’espressione” sia fatta la volontà dell’aggressore”: questo rappresenta il fine ultimo dell’arte e solo colui che tende al raggiungimento di questo si considera entrare a far parte della cosiddetta ” GOLDEN DOOR”.

Un ultimo concetto da chiarire: si chiama WING TSUN INTERNO, perché con la parola INTERNO si vuol mettere in evidenza che non si esce dalla propria sfera d’azione e quindi dal NOSTRO INTERNO, preoccupandosi di gestire un PERICOLO solo quando minaccia di entrare nel nostro raggio d’azione;

In ultima analisi sia nel WING TSUN ESTERNO  che nel WING TSUN INTERNO, l’idea principale è sempre quella di EVITARE parafrasando un famoso ed antico stratega che diceva” UN COMBATTIMENTO EVITATO E’ MEGLIO DI UN COMBATTIMENTO VINTO”!

Michele Bagagli                                                                                                            06.08.2016

CHI-SAO E SEZIONI DI CHI-SAO NEL WING TSUN

Molto spesso quando si parla di Wing Tsun automaticamente si parla di Chi-sao e delle relative sezioni.

A questo punto è necessario chiedersi per quale motivo e a cosa servono le sezioni. Secondo alcune scuole di pensiero il Chi-sao è il “cuore” ovvero la parte più importante del Wing Tsun. Il termine cinese Chi-sao , viene tradotto in italiano con MANI APPICICOSE e sta solo a indicare un esercizio che 2 praticanti della stessa scuola eseguono per sviluppare il feeling della distanza e per acquisire la sensibilità tattile, soltanto nella parte del polso. Le relative sezioni di Chi-sao non sono altro che esercizi più o meno complessi, codificati, che servono unicamente per dare ai praticanti degli spunti e degli esempi, ma sicuramente non sono fondamentali per fronteggiare uno o più aggressori. Con questo non voglio dire che dobbiamo trascurare o sottovalutare il Chi-sao, anzi dobbiamo considerarlo importante, ma solo come strumento che ci permette, che ci aiuta a raggiungere uno scopo: sopravvivere. Per comprendere questo concetto voglio fare un chiaro esempio: abbiamo 2 aziende agricole che entrambe producono vino, la prima utilizza macchinari all’avanguardia e la seconda macchinari obsoleti; quando noi andiamo al ristorante non ci interessa lo strumento con il quale il vino è stato prodotto, ma soltanto che il vino sia buono. Non ha alcun senso quindi confrontare gli strumenti, ma il prodotto finito. Da questo semplice esempio emerge chiaramente che per strada durante un’aggressione, i 2 contendenti non si mettono a fare Chi-sao, ma ognuno usa in modo inconscio quello che in quel momento l’istinto o la razionalità gli suggerisce. Questo, a mio parere per dire che il confronto tra 2 praticanti non può basarsi sul Chi-sao, sia perché non è realista, sia perché chi ha un Chi-sao (strummento) migliore, perché è molto tempo che lo fa sicuramente possiede un forte vantaggio. Tutto questo per dire che un’aggressione, in primo luogo non può avvenire da lontano, ma nella corta distanza, ma che mai i contendenti si danno entrambe le mani e cominciano a ” frullare”: una persona per picchiare o aggredirne un’altra deve avvicinarsi ed in genere le si scaglia contro o entrambe vanno l’una verso l’altra. A questo punto il Chi-sao può aiutarci, ma non è sicuramente la parte principale da addestrare per affrontare una o più persone. Un limite del Chi-sao è che sviluppa la sensibilità solo in prossimità dei polsi e se l’aggressore, tocca la schiena, il corpo, la spalla, ci spinge, ci tira come facciamo? Non è detto che la sua azione parta toccandoci i polsi!! In realtà dobbiamo sviluppare la sensibilità su tutto il corpo, dalla testa ai piedi. A questo punto sarà importante anche addestrare il tempismo e i riflessi. Inoltre tutti i nostri 5 sensi dovranno essere attivi e attenti fino a sviluppare quel ” sesto senso” ovvero una ” capacità extrasensoriale” chiamata anche ISTINTO che ci permette di RICONOSCERE una situazione pericolosa, prima che essa si manifesti, di EVITARLA, se possibile, o altrimenti se non è possibile di SOPRAVVIVERE A TUTTI I COSTI.

MICHELE BAGAGLI, 16.10.2015

Combattimento-sparring nel Wing Tsun….?????

Il Wing Tsun non è uno sport da combattimento, ma è un’arte il cui unico scopo è sopravvivere.

Se noi osserviamo un qualsiasi sport da combattimento, possiamo notare subito delle peculiarità: ciascuno dei due combattenti conosce l’altro; anche se la conoscenza non è diretta e personale, sa come si muove, quali sono le sue strategie, se preferisce utilizzare calci piuttosto che i pugni o se predilige atterrare per poi immobilizzare o cercare una finalizzazione. E’ chiaro quindi che ognuno si prepara prima, perché sa in anticipo quale sarà il suo avversario e come si muove. Questo, però non avviene per la strada: infatti nessuno di noi può sapere prima quando un aggressore attaccherà, cosa invece che si verifica su un ring, un tatami o una gabbia. Soprattutto l’aggredito non è preparato a chi gli è davanti: può avere un peso molto più importante, cosa che nel ring è vietata, non sa come si muove, oppure se è armato oppure se l’aggressione avviene da parte di due o più persone. In questi ultimi casi non c’è tempo per mettersi in guardia , difendersi e contrattaccare, bisogna agire subito, senza pensare, i nostri movimenti devono essere corti, automatici e risolutivi. La difesa e il contrattacco sono tipici di uno sport da combattimento. Ciascuno di noi se ha assistito o si è trovato coinvolto in una rissa da strada, non ha mai visto uno che attacca, l’altro si difende, poi contrattacca e chi aveva attaccato a sua volta si difende. Per la strada non funziona così, spesso assistiamo a due ” corpi” inferociti che vanno l’uno contro l’altro senza alcuna tattica e strategia, ma che smanacciano e calciano in modo scomposto e pericoloso. In tal caso, l’unica possibilità è adattarsi a quello che fa l’altro, non partire con una strategia ” preconfezionata” perché non sapendo come l’aggressore si comporta non è detto che in quella precisa situazione sia applicabile. La mente deve essere sgombra, il corpo elastico, fluido ed esplosivo. Inoltre in ogni sport da combattimento esistono delle regole, che non ci sono per strada: anche nello sport da combattimento più pericoloso che esista per esempio non è possibile colpire i genitali, o infilare le dita negli occhi, non si può colpire alla gola, non è possibile colpire con una gomitata discendente, non si può fare le leve alle articolazioni minori tipo polso e dita. Inoltre si utilizzano protezioni: casco, guantoni, parastinchi, paradenti. Ci sono poi i round dove si riprende fiato. Nella strada non c’è niente di tutto questo: domina l’imprevisto ed è il saper adattarsi a questo subito, immediatamente, senza pensare che ci permette di avere la meglio. E’ necessario che i nostri movimenti siamo corti, fluidi e non rigidi altrimenti uno più forte potrebbe facilmente spingerci o tirarci, dobbiamo diventare inafferabili, imprendibili proprio come l’acqua. E’ chiaro pertanto che dobbiamo subito neutralizzare l’aggressore in massimo 3-4 secondi altrimenti la situazione può risultare complessa, infatti: sicuramente chi ci aggredisce è più forte e quindi più si prolunga lo scontro le possibilità di scamparla diminuiscono, possono mischiarsi più persone, un aggressore può estrarre un’arma.

Pertanto riassumendo alla domanda nel Wing Tsun si fa sparring o si combatte la risposta è NEGATIVA per i seguenti motivi:

  1. non c’è tempo di prepararsi, di mettersi in guardia, di pianificare una strategia perché a differenza del combattimento non so  SE, QUANDO, COME un’aggressore mi prenderà di mira; tutto avviene in modo repentino, senza preavviso e soprattutto non conosco il mio aggressore che in genere è più grosso e più forte
  2. in ogni combattimento la forza fisica è quasi sempre determinante, ma se per strada veniamo aggrediti da uno più forte, come facciamo?
  3. nel combattimento si confrontano 2 persone, ma per strada gli aggressori possono essere 2, 3 o più e possono essere armati, ho qualche possibilità se mi metto in guardia e combatto?
  4. per strada non esiste il ritmo: attacco – difesa – contrattacco tipico del combattimento; tutto avviene in modo brutale scomposto con tutti e 2 che si avvicinano come ” mostri inferociti”
  5. nel combattimento ci sono protezioni, ci sono i round, ci sono regole, per strada nulla di tutto questo

Il Wing Tsun offre molteplici possibilità di fronte a un’aggressione da strada basate prima sul riconoscere un pericolo, cosa spesso trascurata, sul ring o in un combattimento non esiste questa esigenza, se possibile evitarlo e se questo non è possibile insegna a sopravvivere a tutti i costi…

Michele Bagagli, lì 16.09.2015

L’importanza delle forme nel Wing Tsun

Mi sembra necessario parlare un poco delle forme.

I movimenti delle forme non hanno alcun senso, se sono fine a se stessi. Ciò significa che, saper eseguire alla perfezione tutte e sei le forme del Wing Tsun, non significa affatto aver capito la sua essenza, nè tanto meno essere dei buoni combattenti. Quello che in realtà conta sono le applicazioni, ovvero le modalità in cui quei movimenti che abbiamo eseguito in modo fisso e ripetitivo vengono ” fatti vivere” durante il combattimento. Queste applicazioni devono essere eseguite in modo naturale, spontaneo senza volere per forza introdurle nell’ambito del combattimento. Ed allora potremmo farci una domanda, anzi due: 1) sono nate prima le forme o le applicazioni? ; 2) a cosa servono le forme?. Quanto alla prima direi essere abbastanza ovvio che sono nate prima le applicazioni ovvero le varie possibilità e strumenti sia offensivi che difensivi che possono essere utilizzati in caso di aggressione, una volta individuati si è sentito l’esigenza di incanalarli in alcuni ” strumenti” chiamati appunto forme e questo perché? Ecco quindi che si risponde alla seconda domanda: un tempo il Maestro aveva pochi allievi e quindi più o meno sapeva dove ognuno di loro si trovava per quanto riguarda la comprensione dell’arte e quindi non aveva bisogno di incanalare le conoscenza teoriche e soprattutto pratiche in una sequenza fissa, successivamente con la diffusione capillare dell’arte si è sentito il bisogno di inserire una didattica più omogenea e uguale per tutti, in modo tale che il Maestro potesse a seconda dei movimenti dell’allievo capire più o meno a che punto fosse arrivato. Potremmo dire, in buona sostanza che le forme costituiscono e rappresentano una sorta di dizionario. Infatti quando non conosciamo il significato o l’utilizzo di un termine lo andiamo a ritrovare nel vocabolario, e così una corretta esecuzione della forma è necessaria nella misura in cui al momento opportuno, si vada ad estrapolare da essa ” I movimenti, le tecniche” che ci servono in quella precisa situazione; le forme inoltre servono a migliorare l’armonia, la fluidità del corpo e l’esplosività dei colpi. Infine, attraverso un corretto uso del corpo e della respirazione rappresentano un ottimo mezzo per il benessere psicofisico.

Michele Bagagli, lì 24.08.2015

Benvenuti nel nostro blog

Il Wing Tsun è un Sistema di Arti marziali e di Autodifesa, inventato da una monaca cinese circa 400 anni fa. Non si basa sulla forza fisica, ma permette di neutralizzare uno o più aggressori utilizzando la loro stessa forza ed energia. Non prevede la partecipazione a gare sportive e competizioni. Queste ultime, infatti hanno al loro interno regole ben precise: ad esempio alcuni colpi non possono essere assestati perché pericolosi, è sempre presente un arbitro pronto a valutare e sanzionare possibili scorrettezze e comunque a interrompere il combattimento quando la situazione volge al peggio.
Abbiamo inserito questo blog, allo scopo di farlo funzionare come un vero e proprio diario personale, sul quale tutti possono raccontare le proprie esperienze e rispondere alle tantissime esigenze degli utenti.
Sarà possibile raccogliere foto, pensieri, link e video, dove ognuno può esprimere la propria opinione e la propria creatività.

Michele Bagagli, lì 14.07.2015